Un po' di storia del Coro Scambio Armonico

Tra le molteplici attività che si svolgevano all’interno del Dopolavoro Ferroviario erano assenti, da troppo tempo, un coro e una banda musicale. Ma si trattava solo di trovare la pazienza di saper aspettare per raccogliere i risultati di un lavoro che, quasi obbligatoriamente, prendeva forma dall’adesione di una decina di persone senza il necessario bilanciamento fra le sezioni vocali.

 

Si cominciava con quelli che c’erano, ciascuno portatore di un proprio gusto, delle proprie preferenze, molti senza alcuna precedente esperienza, tanti senza saper leggere una sola nota. Dalla passione di queste persone, alcune delle quali fanno ancora parte dell’attuale organico del coro, è stato possibile partire, avvalendoci della competenza, della pazienza e delle attitudini didattiche del Maestro Tullio Visioli capace di insegnare senza avere l’aria di farlo, mettendo ciascuno in condizione di dare il proprio contributo alla crescita del coro, non solo in termini di capacità esecutive ed espressive, ma anche della costruzione di un organico coeso e consapevole dei propri mezzi, disposto a lavorare per migliorarsi.  Preziosa è stata la collaborazione del M° Chiara Bussolotti che dall’anno 2000 al 2012 ha affiancato il M° Visioli, permettendo al coro di comprendere quanto gli si chiedeva di imparare a cantare, attraverso i suoi accompagnamenti pianistici nelle prove e nei concerti.

Dal novembre 2012 a dicembre 2018 il coro è stato diretto dal M° Claudia Gili: con la sua direzione il repertorio si è modificato e il coro ha eseguito principalmente brani a cappella.

 

Da gennaio 2019 il coro è diretto dal compositore e arrangiatore Marco Schunnach.

 

Da principio, il repertorio è stato quello rinascimentale sacro e profano, ma la scelta dei brani da cantare è sempre stata attenta all’esigenza di fare leva sulla preparazione e sulle preferenze dei/lle cantanti, cercando di dare al coro una sua precisa identità, in grado di farsi ascoltare ed apprezzare presso un pubblico più ampio di quello che conosce ed ama il canto corale. Questo anche nella convinzione che cantare non è solo un piacere personale, ma può essere anche un tramite per condividere con altri emozioni e cultura. Sono entrati così nel repertorio del coro, accanto alla musica sacra, spirituals, brani swing, di musica popolare, di musica leggera, di impegno sociale.

 

Il Coro ha partecipato a varie rassegne nelle città di Foligno, Ancona, Verona, Orte, Nemi; a più edizioni della Festa della Musica. Ha tenuto numerosi concerti a Roma al Teatro delle Muse, al Teatro Universal (ora Italia). Il 19 luglio 2003 ha preso parte alle manifestazioni per il 60° anniversario del bombardamento dello scalo ferroviario e del vicino quartiere di San Lorenzo; il 16 ottobre dello stesso anno, ha cantato nella piazzetta accanto alla Sinagoga di Roma per il 60° anniversario della deportazione degli Ebrei Romani. In quell’occasione, furono eseguiti due brani musicati dal M° Tullio Visioli su testi scritti da alcuni studenti romani, che avevano partecipato ai viaggi della memoria ad Auschwitz organizzati dal Comune di Roma. Dal 2003 è anche entrata nel repertorio del coro una trascrizione della “Ninna Nanna” scritta dal sacerdote Don Giuseppe Morosini durante la sua prigionia per confortare il suo compagno di cella Epimenio Liberi, la cui moglie era in attesa del terzo figlio. Entrambi furono uccisi dai nazisti; Don Morosini a Forte Bravetta ed Epimenio Liberi alle Fosse Ardeatine.

 

Insieme alla banda musicale del DLF Roma, il coro ha realizzato uno spettacolo intitolato “Roma sotto le bombe” che è stato rappresentato in teatro e nella piazza dell’Immacolata nel quartiere di San Lorenzo nel 2008, 2009 e nel 2010.

 Natale

L’esperienza di mettere assieme due organici assai dissimili per generi e caratteristiche musicali come il coro e la banda, si è rivelata soddisfacente, mostrando una buona capacità dei due gruppi di saper tenere conto l’uno dell’altro, suggerendo di allargare la collaborazione alla realizzazione dei tradizionali concerti di Natale. Banco di prova impegnativo è stato l’adattamento per banda e coro, appunto, della Missa Brevis in C minor n. 7 di Charles Gounod, eseguita nella splendida Chiesa di San Luigi dei Francesi nel 2008 e ripetuta nel 2010.

 

Il Coro si è esibito anche presso la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, nella Chiesa di Santa Cecilia, presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour, nella Cappella della Stazione Termini. Ha partecipato con entusiasmo a numerose manifestazioni di impegno sociale e solidarietà per l’Associazione Emergency, per la Festa del Rifugiato Politico, per protestare contro la lapidazione della donna nigeriana Amina Idi Safya.

Nel 2011 ha lavorato alla realizzazione di un nuovo spettacolo, ancora in collaborazione con la banda musicale, che si prefiggeva di raccontare insieme la storia delle ferrovie e la storia dell’Unità d’Italia. I canti e gli inni risorgimentali che hanno costituito la colonna sonora di questo spettacolo non erano stati concepiti per essere cantati polifonicamente; il M° Visioli assieme al Direttore della Banda Musicale del DLF Roma M° Silverio Cortesi, con l’ausilio importante di Marco Poggi, valida voce della sezione bassi del coro, ne hanno curato le elaborazioni e gli arrangiamenti, che pur tenendo conto della inevitabili necessità di adattamento, sono restati fedeli il più possibile alle stesure originali. Il M° Visioli ha scritto due originali elaborazioni dei canti partigiani Bella Ciao e Fischia il vento più volte eseguiti dal Coro Polifonico Scambio Armonico


Nel 2011 il Coro ha rivisto la sua struttura organizzativa, dotandosi di un Comitato Direttivo che affianca e sostiene il lavoro del Direttore Artistico, in armonia con le indicazioni di lavoro del Settore Cultura del DLF Roma.

 

Funzione del Coro, come di ogni attività svolta all’interno del Dopolavoro Ferroviario, è quella di promuovere la cultura musicale presso ogni persona che desideri cantare oltre che ascoltare; perché la conoscenza non resti un fatto elitario, ma sia accessibile a tutti, perché il sapere condiviso è fattore di crescita civile e democratica.

 

 
 
  Site Map